Antitrust: multa da 228 milioni di euro per bollette a 28 giorni

Il controverso operato delle società della telefonia perpetrato a danni dei consumatori è sempre più nell’occhio del ciclone. L’Autorità Antitrust, infatti, ha irrogato una sanzione per complessivi 228 milioni di euro a Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre a causa di un’accertata intesa anticoncorrenziale relativa al repricing effettuato nel ritorno alla fatturazione mensile.

Nella sostanza il comportamento censurato da parte dell’AGCM riguarda il comprovato cartello fra gli operatori, caratterizzato dall’accertato coordinamento delle proprie strategie commerciali attinenti al passaggio dalla fatturazione quadrisettimanale (28 giorni) a quella mensile, con il mantenimento dell’aumento percentuale dell’8,6 % a salvaguardia, dunque, del prezzo incrementato, vanificando il confronto commerciale e la mobilità dei clienti.

Pertanto, con questa operazione, gli operatori sopraindicati hanno cercato di recuperare il denaro perduto a causa della cessazione, grazie alla Legge di Bilancio del 2018, del meccanismo delle tariffe a 28 giorni (il quale ha comportato, a partire dalla fine del 2015, 13 addebiti dei canoni invece di 12) rincarando il canone in modo equivalente (con un aumento appunto dell’8,6%, che corrisponde proprio a quell’addebito annuale perso rispetto ai 13 che potevano fare con tariffe a 28 giorni).

In ogni caso, però, l’Antitrust ha fatto sapere nella nota diramata il 31 gennaio 2020 che, per mezzo di misure cautelari adottate dall’Autorità già nel marzo 2018, gli effetti dell’Intesa sono stati concretamente evitati, grazie ad una riduzione dei prezzi in misura differenziata per i clienti degli stessi operatori prima che il repricing fosse completato.

Nella determinazione delle sanzioni l’Autorità ha bilanciato la necessità che esse abbiano efficacia deterrente rispetto a possibili future condotte concertate tra i suddetti operatori e, d’altro canto, l’esigenza che le stesse non siano ingiustificatamente afflittive. Pertanto, si legge sempre nella nota, che la sanzione è stata irrogata considerando “la specificità delle condotte accertate nel contesto dei mercati delle telecomunicazioni fisse e mobili, nonché le condizioni di concorrenza del settore, sia in termini di prezzi che di investimenti tecnologici necessari per garantirne lo sviluppo“.

Dopo due anni dall’inizio dell’istruttoria, aperta nel febbraio del 2018, la sanzione pone un ulteriore passo in avanti nella lotta alla tariffazione a 28 giorni. Ora si attendono novità in merito al procedimento sanzionatorio dell’Agcom per sanzionare di nuovo gli operatori per non aver disposto in modo automatico i rimborsi derivanti dalla fatturazione quadrisettimanale. In aggiunta, resta ancora un interrogativo la modalità con la quale sarà possibile ottenere il rimborso nel caso in cui l’utente abbia cambiato il proprio operatore telefonico.

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