Obblighi vaccinali, ma il vaccino non si trova

SUCCEDE IN FVG!!! SEMPRE PIU’ OBBLIGHI VACCINALI MA POI… MESI DA ATTENDERE PER UN RICHIAMO PER L’ANTITETANICA: ecco la storia vissuta da una nostra associata – Carla scopre che sono trascorsi più di 15 anni dall’ultimo richiamo da lei fatto per l’antitetanica (il richiamo deve essere fatto ogni 10 anni). Ha necessità di vaccinarsi velocemente perchè così le viene richiesto per poter partecipare ad un’attività a contatto con la natura. Chiama l’Azienda Sanitaria di Udine per fissare l’appuntamento e glielo fissano fra 5 mesi e lei chiaramente non può attendere tutto quel tempo. L’operatrice la avvisa che tale attesa è data dal fatto che in questo periodo hanno numerosissime richieste di vaccinazione anti-TBE (oltre un migliaio) e quindi a Carla le viene fissato il primo appuntamento utile a fine novembre 2018. Le dicono che in nessun distretto riuscirà comunque ad anticipare l’appuntamento e, la invitano, in caso di urgenza, a rivolgersi al proprio medico di base. Contatta il medico di base che la avvisa della difficoltà di reperire il vaccino anche nelle farmacie. Prova a recarsi in alcune farmacie ed in effetti il vaccino non risulta disponibile. Ciò che si trova facilmente è invece un unico vaccino contro tetano e difterite, cosa che chiaramente non serve a Carla. Dopo aver girato invano un po’ di farmacie si imbatte in un farmacista che le spiega come in realtà tale vaccino per diverso tempo era indisponibile in Italia. Ora pare che alla spicciolata stiano arrivando alcune dosi che in Italia hanno un costo che si aggira sugli € 8,50 circa mentre in altri Stati Europei raggiunge anche sei volte tale prezzo. Grazie al sito: https://www.cercafarmaco.it/ Carla riesce a trovare una delle poche farmacie che ad oggi hanno tale vaccino in provincia di Udine. E così lo compra e lo porta al suo medico di base che glie lo somministra.
Ebbene pare impossibile che in Italia, dove si mira ad accrescere il livello di protezione della popolazione attraverso le coperture vaccinali, si riscontrino problemi per effettuare un semplice richiamo dell’antitetanica.
Navigando in rete abbiamo letto questa dichiarazione che non può che far riflettere: «…Tuttavia esiste anche una esportazione parallela – dice il consigliere di Federfarma Lazio -. Mancano almeno una quindicina di prodotti importanti, anche salvavita, perché alcune aziende hanno più interesse a vendere fuori in quanto il prezzo medio in Italia è più basso in Europa. Esiste un bellissimo… sistema ufficiale che consente ad alcuni grossisti di vendere all’estero prodotti destinati all’Italia, riconfezionando le scatole con la lingua del posto. La legge lo consente. Consente la libera circolazione nell’ambito della Comunità europea. Noi in Italia importiamo diversi farmaci da Grecia e Portogallo perché sono Paesi con potere d’acquisto più basso e quando le aziende italiane comprano lì, si crea lo stesso problema che abbiamo adesso nel nostro Paese. I Paesi forti cannibalizzano i Paesi meno forti all’interno dell’euro». Se fosse così assisteremmo all’ennesimo caso in cui i diritti fondamentali del cittadino (ed in questo caso il diritto alla salute) verrebbero calpestati da beceri interessi economici dei potenti.

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