Non toglieteci il diritto costituzionalmente garantito alla salute ed alle cure

La nostra Costituzione sancisce chiaramente all’articolo 32 come “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti…” Dal Rapporto Censis – Rbm Assicurazione Salute presentato ieri a Roma al Welfare Day 2018 emerge come circa 7 milioni di italiani si siano indebitati per le spese mediche e ben 2,8 milioni nel 2017 hanno dovuto far fronte alle spese sanitarie con il ricavato della vendita di un immobile o disinvestendo i propri risparmi. Poi lo sappiamo, nella nostra Regione c’è anche chi, pur avendo risparmiato per far fronte alle spese necessarie della vita, si trova a non poter disporre più di tali risorse a causa dell’azzeramento del loro valore in conseguenza del dissesto delle banche venete o comunque dell’illiquidità delle azioni di alcune banche popolari o di altri attacchi ai risparmi. Purtroppo il rapporto parla chiaro: la spesa che i cittadini si trovano a dover affrontare per la propria salute è sempre più riferita alla sanità privata. A fine 2018 si arriverà infatti ad una spesa di 40 miliardi mentre nel 2017 essa era di 37,3 miliardi. 44 milioni sono stati gli italiani che nel 2017 hanno pagato di tasca propria e per intero le cure o solo in parte con il tiket. L’esborso medio per cittadino è di circa 655 euro nell’ultimo anno.  Una spesa che sta progressivamente aumentando a causa soprattutto dei lunghi tempi di attesa per le cure offerte dalla sanità pubblica. Il malato infatti non può aspettare. Fondamentali sono i tempi entro i quali vengono somministrate le cure per poter porre rimedio a situazioni curabili o addirittura completamente guaribili. Sempre dal Rapporto Censis emerge come il 41% degli istaliani riesce a coprire le spese sanitarie con il proprio reddito mentre il 47% è costretto a rinunciare ad altre spese (istruzione, casa, etc) per pagare la sanità.  Necessaria è la difesa del sistema sanitario nazionale così come pensato dai nostri padri fondatori della Repubblica. Solo un sistema pubblico è infatti in grado di non fare differenze tra pazienti che, in quanto persone, hanno tutti lo stesso diritto alla vita ed alla salute.
E sempre ieri al convegno “I tumori in Friuli Venezia Giulia: un’epidemia prevenibile – ambienti e stili di vita” tenutosi a Cividale del Friuli nell’ambito dell’edizione n. 38 di Percorsi di Vita ed Arte organizzato da Auxilia anche con il patrocinio della nostra associazione, è emerso tra le altre come alla prevenzione delle malattie sia attraverso stili di vita corretti ed attenti ad evitare il fumo, a seguire una sana e variegata alimentazione (la dieta mediterranea in primis) e ad impegnarsi in una regolare attività fisica debba sommarsi la prevenzione collettiva e l’accesso alla sanità garantito a tutti. In particolare è stato evidenziato come la spesa per la pubblicità volta a promuovere prodotti potenzialmente dannosi per la salute (alcoolici, bibite gassose e zuccherate, cibi ad alto contenuto di zuccheri e grassi etc etc) sia ben superiore alla spesa che viene impegnata nella ricerca per sconfiggere malattie letali o cmunque debilitanti. Una contraddizione in termini insomma che ha quale effetto quello di disorientare le persone su ciò che è sano e salutare. E poi non è mancato un approfondimento sulle industrie della sanità americane ed in particolare sulle assicurazioni che necessariamente un americano si trova a dover accendere per potersi potenzialmente garantire il diritto alle cure mediche in caso di bisogno. Eh sì, perchè l’America ha sposato un sistema diametralmente opposto al nostro. Una sanità che funziona solo per chi paga, mentre chi non ha disponibilità o si vede negata dall’assicuarazione la copertura assicurativa ha solo il dovere di non ammalarsi ma non il diritto alla cura. Sconcertanti sono state le dichiarazioni raccolte nell’ambito di un maxi processo in Usa contro una compagnia assicurativa che negava sistematicamente le coperture al fine di ridurre la sua spesa ed aumentare i propri profitti. L’effetto è stato quello di aver consegnato all’altro mondo … molte persone che altrimenti si sarebbero potute salvare con terapie che in Italia sono rutinarie.
Per continuare ad approfondire il tema ma anche per segnalarci la vostra storia di eventuali disservizi nella sanità e darci la possibilità di aiutarvi, vi invitiamo a contattarci al tel. 3473092244 oppure allo 04321721212 oppure alla e.mail: info@consumatoriattivi.it ed a seguirci sulla nostra pagina. Partecipate numerosi anche al convegno che si terrà a Cividale del Friuli il 28 giugno alle 18.30 in Via Monastero Maggiore presso la Fondazione Auxilia sui Diritti del Malato e l’Amministrazione di Sostegno. Conoscere è il primo passo per tutelarsi!
 

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