Ovviamente accade negli Stati Uniti, più precisamente nello stato del Wyoming.
Una causa intentata nel 2023 vede un privato intentare causa a Walmart (catena supermercati) e Jetson Electric Bikes (costruttore), colpevoli a suo dire, della vendita di un hoverboard (monopattino), innesco e causa dell’incendio della sua abitazione, probabilmente per batterie difettose.
Fin qui niente di strano, il sistema giudiziario statunitense ha una storia giurisprudenziale di cause milionarie, dove le sentenze fanno diritto, anche se magari si contraddicono.
A sostegno della tesi, i legali del querelante sottopongono al Giudice ben 9 sentenze simili…….8 di queste inesistenti….
Cosa è successo allora? Gli avvocati avevano “costruito” la causa a sostegno del querelante tramite una piattaforma AI, almeno una con la più celebre di esse: ChatGPT.
Ricerche, testimonianze, esempi, articoli.. tutto inventato di sana pianta. Una cosiddetta “allucinazione” generata da un modello digitale scadente con effetti disastrosi per i querelanti, costretti a fare ammenda, ritirare la denuncia e finendo denunciati anch’essi.
Uno di essi in particolare, colpito dal senso di colpa, ha chiesto pietà al giudice…”Questa è stata la prima volta nella mia carriera che ho utilizzato l’intelligenza artificiale per domande di questo tipo. Con cuore pentito, chiedo sinceramente scusa a questa corte, al mio studio ed ai colleghi che rappresentano gli imputati per questo errore e per qualsiasi imbarazzo causato”.
Il caso è esemplare su come, per risparmiare tempo e fatica, si possa cadere in errore.
Finché ci saranno elementi umani preparati, potremo porre un freno alla idiocrazia in arrivo, ma cosa avverrà dopo? Annaffieremo le piante con l’aranciata (cit)?
Per il momento limitiamo il nostro utilizzo della AI al divertimento, tipo questo qui sotto. Magari diventiamo umani migliori.

Riuscite a vedere la “allucinazione”?
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