Coronavirus: partite di Serie A a porte chiuse, c’è il diritto al rimborso

A causa dell’ormai nota diffusione in Italia del coronavirus, il Governo, ma anche la Regione F-VG, hanno preso provvedimenti in merito alla partecipazione del pubblico agli eventi sportivi. Sicché, per quanto attiene alle partite del campionato di Serie A in calendario per questo weekend, è ormai ufficiale lo svolgimento a porte chiuse dei match Milan-Genoa, Sassuolo-Brescia, Parma-Spal, Juventus-Inter e Udinese-Fiorentina, impedendo ciò la fruizione dello spettacolo sportivo a coloro che hanno acquistato il biglietto per la singola partita o l’abbonamento per l’intera stagione. Nelle ultime ore infatti, nonostante la richiesta al Governo da parte del Presidente della Regione F-VG, Massimiliano Fedriga, di rinviare l’incontro previsto allo stadio Friuli alle ore 18.00 al fine di permettere la presenza dei tifosi, la Lega Calcio ed il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, hanno confermato che anche il match di Udine sarà disputato in data odierna con le sopracitate limitazioni al pubblico.

A tal riguardo è bene ricordare che se un evento sportivo viene rinviato, il tifoso in possesso di un biglietto ha diritto al rimborso del singolo titolo di accesso se non gli sarà garantita la possibilità di assistere al match nella data del rinvio; il discorso non vale invece per l’abbonato in quanto potrà usare il suo diritto di accesso nella data in cui l’evento si svolgerà effettivamente. Nel caso in esame, invece, caratterizzato dallo svolgimento della partita a porte chiuse, non solo va rimborsato il possessore del singolo biglietto, ma anche il tifoso abbonato avrà il diritto alla restituzione di una quota dell’abbonamento stesso, in quanto anche a quest’ultimo viene preclusa la possibilità di assistere all’evento. Non scatta, invece, il diritto al risarcimento del danno, essendo tale situazione non direttamente imputabile alle società, organizzatrice degli eventi sportivi.

Da ciò deriva che eventuali clausole contrattuali previste dalle società calcistiche nella vendita dei titoli di accesso, siccome vessatorie, non possono derogare tale principio, previsto dal Codice Civile (artt. 1463 e 1464) ed anche recentemente affermato dal tribunale di Roma con l’ordinanza del 24 giugno 2019.

E’ bene ribadire che l’Autorità Antitrust ha avviato, già in data 7 gennaio 2020, nove procedimenti istruttori nei confronti delle società di calcio di Serie A: Juventus, Inter, Milan, Lazio, Roma, Atalanta, Cagliari, Genoa e Udinese, poiché non riconoscono nelle loro condizioni generali di contratto il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento o del singolo titolo di accesso in caso in caso di chiusura dello stadio. Farebbero bene le sopracitate società a seguire l’esempio dell’AC Milan che in una nota sul suo sito ufficiale ha già annunciato di aver predisposto una procedura di rimborso dei biglietti.

Al fine di ovviare a tale situazione si è anche ipotizzata la possibilità di trasmettere in chiaro i sopracitati match preclusi al pubblico, ma ciò sembra ad ora una soluzione non praticabile siccome comporterebbe la violazione della legge Melandri in tema di trasmissione di tali eventi sportivi esclusivamente sui canali delle pay tv.

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