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Un’alleanza europea per i pagamenti digitali che affranchi il nostro continente dallo strapotere dei giganti privati come Visa e Mastercard e dall’invadenza delle grandi piattaforme come Google.

In questo scenario si propone la nascita di ENP (European Network for Payments – Rete Europea per i Pagamenti).

Un primo nucleo operativo, che include realtà come Bancomat, Bizum, Wero, MB WAY e Vipps MobilePay, che copre tutto il territorio continentale, è pronto ad aprirsi ad altre società di gestione e trasferimento di valuta, sia fisico sia digitale. Un’iniziativa che oggi coinvolge già 130 milioni di persone e che punta a raggiungerne presto oltre 500 milioni.

In Italia, il circuito Bancomat si lega a Nexi: la prospettiva futura è quindi quella di un’espansione integrata verso POS, Wallet su smartphone, Euro Digitale e nuove tecnologie di pagamento.

Perché questa scelta?

Sebbene i bancomat consentano il prelievo di contanti, tale operazione si basa sull’accesso a dati bancari riservati. È opportuno che queste informazioni rimangano in ambiti tutelati anziché circolare senza controllo a livello globale. Nell’eventualità di un ammanco sul nostro conto corrente, preferiremmo non doverci interfacciare con contesti governati da finanzieri alienati, autocrati guerrafondai, opportunisti di partito unico o loro ibridazioni e combinazioni, bensì con un’istituzione terza e trasparente, capace di offrire reali garanzie di sicurezza e un quadro normativo certo e solido.

I pagamenti elettronici sono comodi, diretti e immediati, e ci liberano dalla necessità di portare con noi il contante. Chiunque impari a utilizzarli difficilmente torna indietro, a meno che non preferisca rimanere in quell’area grigia dell’economia sommersa: una realtà parassitaria che trae vantaggio dall’assenza di tracciabilità.

Creare un sistema di pagamento europeo significa però anche molto altro:

  • Autonomia sui dati e sui capitali: stop al trasferimento di denaro e dati verso realtà extra-europee che utilizzano le nostre informazioni sensibili e posizioni patrimoniali per fini geopolitici o commerciali contrari ai nostri interessi.

  • Sicurezza e tutele giuridiche: il prelievo o la transazione devono rimanere all’interno di un perimetro protetto. In caso di anomalie sul conto, i cittadini devono potersi rivolgere a un’istituzione trasparente e super partes — garantita da un quadro giuridico certo e solido — e non a giurisdizioni straniere condizionate da finanza speculativa, autocrati o logiche di partito opportunistiche.

Siamo giunti a un punto critico. Dopo aver abituato i consumatori ai servizi informatici statunitensi o cinesi, ne siamo diventati strutturalmente dipendenti.

È il momento di somministrare una “cura digitale europea”. Per anni abbiamo alimentato con capitali europei multinazionali estere che oggi fatturano cifre paragonabili al PIL di interi Stati e condizionano le politiche pubbliche per interesse privato.

Riconquistare questa sovranità significa promuovere uno sviluppo sostenibile in un ambito democratico, tornando a investire nella ricerca e nella formazione delle nuove generazioni dopo anni di esternalizzazione sconsiderata dei servizi finanziari e tecnologici.

Siamo facilmente raggiungibili sui social e contattabili per appuntamento:

mail: info@consumatoriattivi al

cell: 347 3092244

tel: 0432 1721212

in via Tricesimo 101/A

lunedì 10–12:30, 16:00–18:00
martedì 10–12:30, 16:00–18:00
mercoledì 10–12:30, 16:00–18:00
giovedì 10–12:30, 16:00–18:00
venerdì 10–12:30, 16:00–18:00

Vi aspettiamo.

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