Arriva l’annuncio di partnership del produttore di chip di intelligenza artificiale Nvidia (campione mondiale dei mercati finanziari 2023) con la HippocraticAI (https://www.hippocraticai.com/), per progettare gli infermieri del futuro.
Questa azienda si è specializzata nel fornire servizi basati sull’utilizzo di AI a supporto di terzi (ospedali, cliniche ecc…) per sostituire il personale ospedaliero di base.
Addestrato a rispondere alle richieste dei pazienti, il servizio si presenta come un’interfaccia video a sembianze umane, selezionabile per tipologia di servizio, preferenza etnica ecc…


Un software con il quale interagire, una chat umanizzata ed evoluta che risponde alle nostre domande in maniera automatica.
Attività già in essere, che la HippocraticAI afferma superare la controparte umana… Cioè sono meglio…
Questo accade negli Stati Uniti ove il sistema sanitario privato la fa da padrone, il servizio umano è la spesa principale nel settore sanitario ed il guadagno è essenziale per mantenere in piedi l’intero apparato
E come fai a guadagnare? Ovviamente Riducendo i costi del lavoro.
Si parla di passare da una paga oraria media tra i 30 ed i 90 $ (per gli infermieri professionali) a ….9 dollari o persino meno.
In un comunicato stampa, HippocraticAI ha descritto gli “infermieri a buon mercato” come parte di uno sforzo per mitigare problemi di personale destinati a svolgere unicamente attività a “basso rischio” come prenotazioni appuntamenti, check-in con un paziente post-operazione, consigli post-terapia ecc… tutto in modalità videochiamata.
Ma esistono o è possibile definire direttive mediche “a basso rischio” per un paziente ospedaliero?
E possibile che attività infermieristiche pre e post-assistenza, fornite un chatbot di servizio clienti, siano una risposta valida ed etica alla crisi infermieristica?
Da una parte esperti di sanità pubblica e gli stessi infermieri sostengono che la crisi del personale infermieristico sia causata dal taglio di costi ospedalieri, condizioni di lavoro pessime, contratti ingiusti e salari bassi.
Dall’altra una azienda della new economy che afferma che questa crisi derivi da salari alle stelle e che una rapida soluzione risieda nella automazione data dalla “loro” l’intelligenza artificiale generativa,
L’idea che la colpa di un un sistema sanitario normalmente in crisi sia additabile a stipendi eccessivi è profondamente errata, soprattutto in un sistema privato di tipo statunitense che tende a massimizzare i guadagni a scapito del fattore umano. Citiamo l’esempio delle assicurazioni già ben descritto in pellicole di successo tipo L’uomo della pioggia (The Rainmaker) di Francis Ford Coppola.
Questa soluzione può attuarsi in Europa? Vi affidereste ad un esperienza del genere?
Vi sveliamo un segreto. Già a casa nostra la AI viene utilizzata con successo nel coadiuvare personale medico, ad esempio per analizzare ecografie, elaborazioni grafiche ed evidenziare particolari che potrebbero sfuggire all’osservatore più esperto e professionale.
L’utilità del mezzo è indubbia. E’ certamente possibile sfruttare le nuove tecnologie a liberare risorse per le mansioni più banali. Bisogna capire dove porre il limite e vincolare la decisione finale al fattore umano.
Almeno finchè sarà riconoscibile.
Fino a che non verremo sostituiti con il robot di turno noi siamo presenti ed umani
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