Shopping online: e se il Pacco non arriva?

Acquisto su internet, richiesta di pagamento anticipato, e poi nessuna consegna. Né rimborso.

La cattiva abitudine di due siti di commercio online (tecnotradeshop e, ben dal 2017, tigershop) ha infine attirato l’attenzione dell’Antitrust, che con bollettino del 24 giugno ha ordinato la sospensione della pratica scorretta, che consisteva nel vendere (con esborso immediato) prodotti che in realtà non erano disponibili in magazzino.Vengono poi riportate, a carico di tigershop, segnalazioni di consegne di prodotti difformi senza sostituzione, nonché di ostacoli all’esercizio del diritto di recesso.
Sono questi tra i rischi più comuni degli acquisti online: problemi nuovi e diversi rispetto a quelli dello shopping tradizionale nei negozi fisici, perché su internet non ci troviamo mai faccia a faccia con un commesso né con la merce che stiamo comprando.

Tutto avviene a distanza, al buio. Cosa fare dunque se qualcosa va storto? Partendo dal caso emblematico segnalato dall’Antitrust, vediamo subito quali sono i nostri principali diritti previsti dal codice del consumo.
Innanzitutto, appunto, il diritto alla consegna.

Se questa non avviene nel termine concordato, dobbiamo subito contattare il venditore e concedergli un ulteriore termine appropriato entro cui consegnare il prodotto. PEC o raccomandata a/r le modalità più sicure. Dopodiché, se ancora non riceviamo la merce, potremo liberamente annullare l’ordine e pretendere il rimborso.

Il rimborso ci è sempre dovuto a prescindere da eventuali colpe del vettore (es perdita o danneggiamento durante il trasporto), dietro a cui quindi il venditore online non può nascondersi. Nemmeno se vettore è stato scelto sì da noi, ma da una lista predisposta dal sito.


Una volta arrivato il prodotto, capita poi spesso di accorgersi che è diverso da quello promesso, oppure che è danneggiato. Come reagire? Esiste anche qui una specifica tutela. Ci viene infatti riconosciuta dal codice la cd garanzia di conformità, che abbiamo a disposizione per 2 anni (riducibile a 1 anno per l’usato). Grazie alla garanzia possiamo chiedere, in alternativa:


–          La riparazione/sostituzione del bene (o, se troppo onerosa, la riduzione del prezzo);

–          La completa risoluzione del contratto con rimborso. Basterà ricordarsi di denunciare la difformità entro 2 mesi dalla scoperta.

Le eventuali indicazioni contrarie che troviamo sul sito non hanno nessuna rilevanza!
Per finire, abbiamo sempre la possibilità di recedere liberamente dal contratto, qualunque sia la motivazione e soprattutto senza la necessaria approvazione del venditore. Si tratta di un vero e proprio diritto di ripensamento: basterà una dichiarazione esplicita al venditore entro 14 giorni dalla consegna, senza costi aggiuntivi (è consigliabile utilizzare il modulo che deve essere messo a disposizione sul sito). Anche qui, eventuali clausole contrarie imposte dal venditore non hanno valore.

Anzi: sul sito devono essere fornite tutte le informazioni su termini e modalità di esercizio del diritto. In caso contrario, il periodo utile per recedere si allunga: ben 12 mesi e 14 giorni dalla consegna, sempre che il venditore non torni sui suoi passi e fornisca le informazioni in ritardo.

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